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San Severo, infermiera aggredita. SUMAI: «Liste d’attesa e sicurezza, la sanità è sottopressione, ma la violenza non è accettabile»

FOGGIA – La violenza contro gli operatori sanitari è inaccettabile, ma dietro il crescente clima ditensione nelle strutture sanitarie si nasconde anche l’esasperazione dei cittadini alle prese con listed’attesa interminabili e difficoltà di accesso alle prestazioni. Un disagio che finisce troppo spesso perscaricarsi su medici, infermieri e professionisti sanitari, chiamati a rispondere di disservizi sui qualinon hanno alcuna responsabilità.Dopo l’aggressione subita da un’infermiera nell’ospedale “Teresa Masselli Mascia” di San Severo, ilSUMAI Assoprof di Foggia interviene chiedendo un incontro urgente ai vertici dell’ASL peraffrontare il problema della sicurezza nei poliambulatori e richiamare l’attenzione sulle criticitàorganizzative che alimentano il malcontento dell’utenza.L’episodio si è verificato martedì 3 novembre, intorno alle 11.15, nell’ambulatorio di Cardiologia delDistretto sanitario 51 a San Severo. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, un’infermiera èstata aggredita verbalmente e fisicamente da una donna, riportando lesioni al volto. Solo l’interventodi un collega avrebbe evitato conseguenze più gravi. La professionista, accompagnata al ProntoSoccorso, ha ricevuto una prognosi di tre giorni.«Condanniamo con fermezza qualsiasi forma di violenza e siamo vicini alla collega aggredita –dichiara Antonio Tudisco, segretario provinciale del SUMAI Assoprof di Foggia –. Non possiamo,tuttavia, ignorare che molti episodi di tensione maturano in un contesto di crescente esasperazionedei cittadini, costretti ad attendere mesi per una visita o un esame diagnostico. Una situazione chegenera frustrazione e che, pur non giustificando mai comportamenti aggressivi, contribuisce adeteriorare il rapporto tra utenti e operatori sanitari».Il sindacato richiama quindi l’attenzione su una contraddizione che riguarda direttamente laspecialistica ambulatoriale.«Da tempo denunciamo che gli specialisti ambulatoriali potrebbero svolgere un ruolo molto piùincisivo nell’abbattimento delle liste d’attesa, ma non vengono messi nelle condizioni organizzativedi partecipare attivamente a questo obiettivo – sottolinea Tudisco –. Abbiamo professionalità ecompetenze che potrebbero essere valorizzate maggiormente per ampliare l’offerta di prestazioni edare risposte più rapide ai cittadini. È necessario passare dalle dichiarazioni di principio a interventiconcreti».
Segreteria regionale, sede legale Lecce – Segreteria prov. Lecce via Francesco Scarpa, 2273100 Lecce – tel. 0832 344875 Fax 0832 344875email: puglia@sumaiweb.it – comunicazione@sumaipuglia.it PEC: puglia@pec.sumaiweb.itcell: 338 5022650Per il SUMAI, dunque, sicurezza del personale e miglioramento dell’accessibilità alle curerappresentano due aspetti di una stessa emergenza organizzativa. Da un lato occorre rafforzare lemisure di prevenzione e protezione nei poliambulatori; dall’altro è indispensabile intervenire sullecause del disagio, attraverso una migliore organizzazione dei servizi e un pieno coinvolgimento deglispecialisti ambulatoriali nelle strategie di riduzione delle liste d’attesa.«Non possiamo lasciare soli gli operatori sanitari di fronte alla rabbia dei cittadini, né possiamolasciare i cittadini senza risposte – conclude Tudisco –. Chiediamo un confronto urgente con laDirezione aziendale per individuare soluzioni efficaci. Garantire la sicurezza di chi lavora e assicuraretempi di accesso alle cure più ragionevoli sono responsabilità che devono essere affrontate insieme».Il SUMAI Assoprof di Foggia ribadisce la propria solidarietà all’infermiera aggredita e sollecita unintervento tempestivo dell’ASL per garantire condizioni di lavoro sicure e una maggiorevalorizzazione della specialistica ambulatoriale territoriale.