All’intelligenza artificiale oggi si affida di tutto, ma chi controlla chi ci controlla? È questa la domanda al centro del Festival della Scienza 2026 di Foggia.
L’idea di fondo parte da una storia vera raccontata da Padre Paolo Benanti nel suo libro: la disavventura di un giudice internazionale che, a causa di errori e sanzioni digitali, si è ritrovato all’improvviso senza soldi in banca, carte di credito e servizi online. Un vero e proprio campanello d’allarme che mostra come la tecnologia, se usata male, possa escludere le persone dalla società.
Dal 22 al 25 ottobre, la città di Foggia si e’ riempita di eventi per riflettere su temi caldi,da come difendersi dalle foto false create al computer e dai pericoli delle truffe in rete, fino ai rischi di dipendenza dai social network. Si e’ parlato anche di medicina e di come i computer aiutino i medici, senza però sostituire il calore e l’esperienza umana.
L’evento si e’ chiuso domenica 25 ottobre con una grande tavola rotonda guidata da Carmen Lasorella: un’occasione aperta a tutti per capire come fare in modo che le macchine aiutino l’uomo, senza calpestarne i diritti.
Angelica D’ Andola
CHI GIUDICA L ALGORITMO? A FOGGIA IL FESTIVAL DELLA SCIENZA DEDICATO ALL’IA

